Breve guida sulla scelta dell’impianto termico domestico

Il miglior impianto termico che una casa possa avere è quello che non c’è.

Provocatoriamente diciamo che la prima attenzione, che noi dobbiamo avere sulla nostra abitazione, riguarda l’involucro, e che quest’ultimo nel periodo invernale deve garantire una ridotta dispersione di calore attraverso le pareti, i solai, le finestre e deve limitare gli spifferi d’aria delle finestre; mentre nel periodo estivo deve garantire un adeguato ombreggiamento delle superfici vetrate, ed evitare murature e coperture sottili e leggere.

In realtà ogni casa ha il suo impianto termico, che generalmente svolge due funzioni principali:

  1. Quella di cedere o togliere calore all’aria degli ambienti interni, sfruttando un principio fisico detto convezione;
  2. Oppure quella di scambiare il calore direttamente, come fa il sole, cioè per irraggiamento.

Inoltre bisogna tenere presente che nell’aria ci sono micro particelle di acqua; la cui quantità presente in un volume d’aria definisce una grandezza, la cosiddetta umidità relativa; di cui sentiamo spesso parlare nei servizi meteo trasmessi dai media.

Quando l’aria viene riscaldata aumenta di volume, pertanto le particelle d’acqua si disperdono in esso. Questo genera quella sensazione che rende l’aria secca e crea difficoltà a respirare senza tossire (umidità relativa molto bassa).

Fatte queste premesse possiamo fare un confronto tra le diverse tipologie di impianto termico che possono essere istallate in una casa.

Sorvoliamo sull’impianto cosiddetto “standard”, cioè quello a radiatori o termosifoni che tutti conoscono, e che risulta ancora la scelta più economica e più utilizzata, ma che rende poco in termini di comfort termico e di consumi energetici.

E sorvoliamo su impianti troppo complessi come le unità di trattamento aria, che sono poco utilizzate in ambito domestico, anche se consentono di ottenere il massimo in termini di comfort termo igrometrico, perché regolano anche l’umidità dell’aria.

Le scelte che noi facciamo sono due: impianto a pannelli radianti e impianto a ventilconvettori.

Entrambi funzionano con:

  1. Un generatore di calore, che solitamente è una caldaia a metano, gpl, pellet, un termocamino oppure con una macchina esterna a pompa di calore;
  2. Dei sistemi di regolazione della temperatura dell’aria che possono essere un termostato ambiente o cronotermostato (con cui si può programmare l’attivazione e lo spegnimento nell’arco della giornata) che controlla una zona della casa; o ancora le valvole termostatiche, o elettrovalvole, che sono collegate ai singoli elementi terminali (o può essere una stanza, nel caso dei pannelli radianti).

Entrambi i sistemi consentono un risparmio in termini di consumo energetico rispetto all’impianto “standard” a radiatori, poiché la temperatura immessa nell’impianto è generalmente più bassa, circa 45-50 °C, rispetto ai 60-70 °C dei termosifoni.

Questo è un enorme vantaggio, perché consente di poter sfruttare al massimo il rendimento energetico delle caldaie di ultima generazione a condensazione e/o l’acqua calda prodotta da pannelli solari.

Adesso esaminiamo i PRO e i CONTRO delle due tipologie di impianto, considerando gli aspetti che ci interessano maggiormente: COSTO, COMFORT TERMICO e FUNZIONALITA’.

 

COSTO

Il costo di un impianto a pannelli radianti varia molto a secondo dei materiali utilizzati per il pannello isolante e la tubazione. La forbice di prezzo va dai 30 €/mq a 80 €/mq. Tuttavia un impianto medio ben funzionante può costare sui 50 €/mq. Pertanto, il costo dell’impianto per una casa di 100 mq, è stimato in media sui 5.000€.

Per i ventilconvettori i prezzi sono, anche in questo caso, estremamente variabili. Essi dipendono in primis dalle funzioni implementate nel pannello elettronico di regolazione e dalla finiture del carter esterno, e poi dalle dimensioni e dal pregio dei materiali delle parti meccaniche interne.

I prezzi variano dai 200€ ai 700€; pertanto possiamo considerare un prezzo medio di 450€, a cui dobbiamo aggiungere dei costi fissi per tubazione e valvolame, di circa 150€ per ogni elemento. Considerando di avere un numero di 7 elementi distribuito in una casa di 100 mq, avremmo un costo medio stimato di 4.200€.

Da ciò deduciamo che il costo medio dell’impianto a ventilconvettori è leggermente inferiore rispetto a quello a pannelli radianti, anche se le valutazioni di casi specifici possono contraddire questa conclusione.

 

COMFORT TERMICO

Il comfort termico è il punto forte dell’impianto a pannelli radianti. Infatti il pavimento emette pressappoco lo stesso calore per la sua intera superficie, ed a temperature molto basse (circa 40° C). Inoltre il calore è scambiato principalmente per irraggiamento, mantenendosi piuttosto costante anche lungo la direzione verticale. Questo rende l’ambiente gradevole perché si crea un’omogeneità di temperatura, e non si abbassa troppo l’umidità dell’aria.

L’impianto a ventilconvettore invece funziona a partire da una sorgente ventilante, da cui l’aria viene riscaldata e poi lanciata in ambiente per mescolarsi con la restante aria presente in ambiente.

Ma dobbiamo precisare che la temperatura desiderata si ottiene solo se l’aria uscente dal ventilconvettore è molto più alta di quella presente in ambiente.

Lo scambio termico in questo caso avviene quasi esclusivamente per convezione, ed inoltre si creano zone dell’ambiente con differenti temperature: più alte in prossimità della sorgente di calore, dove l’aria è anche più secca; e più basse man mano che ci sia allontana.

 

FUNZIONALITA’   

Quest’ultimo aspetto considera due punti, che invece sono a favore dell’impianto a ventilconvettore: la velocità di entrata a regime dell’impianto (ovvero il tempo che impiega l’impianto a portare la temperatura dell’ambiente ai livelli desiderati) e la possibilità di utilizzare l’impianto anche per il raffrescamento estivo.

Il sistema a pannelli radianti impiega qualche ora per entrare a regime, a differenza di un sistema a ventilconvettori, che riesce a farlo in poche decine di minuti.

Inoltre il sistema a pannelli radianti per il raffrescamento estivo non è una soluzione efficace dal punto di vista del comfort, poiché l’aria fredda che lambisce la superficie del pavimento, avendo una densità più alta rispetto alla restante aria dell’ambiente, stratifica verso il basso, generando una differenza di temperatura lungo la direzione verticale.

Ma il fattore ancora più negativo è la condensa, che la superficie fredda del pavimento genera nelle zone climatiche caldo-umide.

Alcuni produttori di sistemi a pannelli radianti, propongono soluzioni a soffitto ed a parete per risolvere il problema della stagnazione dell’aria fredda verso il basso, ma occorre inevitabilmente risolvere anche i problemi di condensa con sistemi di deumidificazione, che comportano un ulteriore aggravio di spesa.

Invece i ventilconvettori oggi presenti sul mercato sono dotati di sistemi di raccolta e scarico di condensa, e si prestano facilmente a funzionare a freddo nel periodo estivo.

A conclusione di tutto ciò possiamo dire che non esiste l’impianto migliore, ma quello che più soddisfa le nostre esigenze. In linea di massima una cosa è certa: se la nostra casa soffre problemi di umidità e non necessita di raffrescamento nel periodo estivo, poiché magari le pareti sono spesse, le superfici vetrate piccole, possiamo optare per i pannelli radianti; se invece abbiamo necessità di riscaldare velocemente e vogliamo utilizzare un solo impianto anche per raffrescare, avremo bisogno dei ventilconvettori.

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21 settembre 2017

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